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>L'Analisi Fondamentale

Per analisi fondamentale si intende una metodologia di analisi basata sulla teoria economica, che utilizza metodi matematici, statistici, e contabili allo scopo di determinare il valore corretto (fair value) dell’attività finanziaria oggetto di analisi. L’analisi fondamentale ha basi scientifiche nel senso che i risultati cui essa giunge sono dimostrabili da un punto di vista matematico; ciò non significa che le sue conclusioni sono sempre esatte ma che, in presenza di ipotesi corrette, c’è la ragionevole certezza di vedere avverati i risultati previsti.

>Scientificità

La valutazione secondo l’analisi fondamentale si contraddistingue per le seguenti caratteristiche:

  • razionalità: ovvero derivazione da un processo logico chiaro e convincente (i risultati dell’analisi fondamentale sono descrivibili in termini matematici);
  • dimostrabilità: ossia possibilità di attribuire ai parametri e alle variabili in input valori controllabili (i dati di partenza hanno origine nell’ultimo bilancio disponibile mentre le ipotesi alla base della costruzione dei bilanci prospettici sono in genere esplicitate);
  • oggettività: facoltà di escludere l’influsso disturbatore di chi conduce la stima (le stime utilizzate come input dei modelli di valutazione possono essere controllate in vari modi: in generale si può dire che redditività e tassi di crescita devono convergere, nel lungo periodo, verso valori ritenuti fisiologici);
  • stabilità: non subire variazioni per fatti contingenti e/o cambiamenti di opinione (le modifiche agli input del modello di valutazione sono possibili ma vanno motivate).

Da queste caratteristiche traspare come la valutazione secondo l’analisi fondamentale si caratterizzi per un maggior grado di scientificità rispetto all’analisi tecnica, garantendo contemporaneamente logicità nel processo, dimostrabilità dei risultati e oggettività del metodo.

Ciò è confermato dall’elevata correlazione tra i flussi di cassa attesi e i il valore di mercato delle aziende: secondo alcuni studi condotti su diversi mercati finanziari (Usa, Giappone, Italia) e su differenti settori (auto, banche, assicurazioni) i valori di mercato delle aziende, e quindi i prezzi delle azioni, sono spiegabili quasi esclusivamente in funzione delle variabili fondamentali sottostanti (flussi di cassa, tassi di sconto).

>DCF, EVA, DDM e ERM

Esistono quattro metodi principali per calcolare il valore di un'impresa secondo l'analisi fondamentale:

  • DCF (Discounted Cash Flow): è basato sull'attualizzazione dei flussi finanziari prodotti dall'impresa;
  • EVA (Economic Value Added): si focalizza sulla creazione (o distruzione) di valore da parte dell'impresa e sul calcolo del conseguente goodwill (badwill);
  • DDM (Dividend Discount Model): si fonda sull'attualizzazione dei dividendi futuri che si stima verranno pagati dall'impresa;
  • ERM (Excess Return Method): in modo analogo all'Eva ha un focus sulla sulla creazione di valore da parte dell'impresa circoscrivendo l'ambito di analisi al capitale di rischio;

I primi due metodi trovano applicazione nel caso di aziende industriali o di servizi, i restanti due nel caso di società di servizi finanziari (banche e assicurazioni).

>I Risultati

Nel triennio 2005-2007 i nostri portafogli “recommended”, costruiti secondo i principi dell'analisi fondamentale, hanno battuto l'indice di mercato mediamente di 13 punti ogni anno riuscendo a contenere il rischio (volatilità) su livelli leggermente inferiori a quelli del Mibtel.

Un software semplice e originale che elabora i dati di bilancio delle società. E consente di simulare più scenari e “ragionare” sulle possibili (e probabili) oscillazioni di prezzo delle azioni. E’ con questo strumento che gli analisti di Evaluation.it “pesano” i singoli titoli del listino di Piazza Affari.

Il software si chiama Step2, sigla di Stocks Evaluation Program e può essere usato anche da un investitore non particolarmente evoluto sul piano tecnico. Claudio Guerrini, che con Riccardo Colombi ha implementato il metodo dal 2003 a oggi, spiega a Lamiafinanza.it i dettagli di questo strumento.

“Quando quattro anni fa creammo Step1, il software fu offerto gratuitamente su Internet e arrivò ad avere oltre mille utenti. Nel 2006 abbiamo lanciato la versione 2, a pagamento, e stiamo registrando dei risultati molto significativi”.

Silvia Sindaco
www.lamiafinanza.it